La vita a dieta è brutta, ovvero le disavventure di una quasi 35enne
Tra 10 giorni compirò 35 anni. Penso di poter ufficialmente affermare di essere diventata grande. Ma parliamoci chiaro: l'età è solo una cifra sulla carta d'identità se ti guardi allo specchio e ti piaci. Innegabile, la zona del contorno occhi tradisce e mostra le odiose rughette. Voglio sempre raccontarmi che si sono inspessite perché rido tanto e questo me le fa guardare con meno odio. I destinatari del più profondo, viscerale e furente odio sono invece i jeans che si sono inesorabilmente ristretti. Loro. Non sono io ad essermi allargata. È evidente che questa scusa regga meno e quindi come ogni anno, anzi, in realtà come ogni semestre (la seconda occasione capita a ridosso delle vacanze e della tanto temuta prova bikini), è giunto il momento in cui dichiaro di essere a dieta. Lo dichiaro proprio. Perché il mondo deve sapere che non può invitarmi a cena, a mangiare la pizza oppure per l'aperitivo. Soprattutto lo dichiaro a me stessa. Così ho stampato lo sche...